Search Console: come trovare nuovi spunti per il blog

Search Console: come trovare nuovi spunti per il blog

Sommario

La Search Console è il punto di partenza per avere un riferimento chiaro rispetto alla salute del sito web, ma chi lavora a stretto giro con queste dinamiche sa bene che non si tratta di semplice manutenzione. Anzi, molti sottolineano che la Search Console è il primo strumento SEO. Ovvero la soluzione ideale per ottimizzare le tue pagine web.

In primo luogo qui hai i dati ufficiali di Google, non quelli filtrati da aziende esterne che possono fare solo delle stime: il motore di ricerca può restituire dati reali, anche se spesso ci sono delle informazioni appesantite e obsolete. Non a caso si sta pensando da tempo a un rinnovo della search console che in parte è stato attivato e dà i suoi risultati.

In ogni caso questo strumento resta un elemento decisivo per webmaster, SEO expert e semplici blogger che vogliono migliorare la propria attività online. Non devi essere per forza un tecnico per apprezzare i benefit di questa piattaforma, puoi trovare nuovi spunti editoriali e migliorare l’usabilità di WordPress con azioni semplici e mirate. Qualche esempio concreto? Ecco come sfruttare la Search Console per ottimizzare le tue pagine web e migliorare (con poco) il tuo progetto.

Trova nuove idee editoriali

Una delle regole della tua attività online: devi massimizzare il traffico e fare in modo che gli sforzi fatti sul campo editoriale siano ben investiti. Ora, come ottenere questo risultato? Google Analytics può dirti quali sono le risorse che ottengono più visite (e tante altre cose) ma con la Search Console puoi confrontare impressioni, posizione nella serp e CTR.

search console
La schermata principale delle analisi di ricerca.

Il tutto in relazione alle parole usate per trovare le tue pagine. La sezione Analisi delle Ricerche è una risorsa ricca di informazioni per chi vuole ottimizzare i propri contenuti e per chi vuole arricchire il proprio calendario editoriale. In che modo? Il primo step è quello che ti spinge ad affrontare i temi che portano più traffico grazie a Google.

Avere un’idea delle query che performano di più vuol dire avere un quadro chiaro delle esigenze e delle necessità del tuo pubblico. E di ciò che si aspettano di trovare sul tuo dominio. Controlla, però, sempre il rendimento: confronta con il CTR ( click-through rate) e approfondisci la relazione tra impressioni e click sul risultato di ricerca nella serp.

Migliora articoli non visitati

Proprio in relazione a questo punto – vale a dire la verifica del CTR – puoi andare oltre la verifica delle keyword più interessanti e ottimizzare ciò che è già stato pubblicato. Il punto è questo: grazie alla Search Console puoi scoprire contenuti che hanno dei risultati validi, o comunque interessanti, in termini di impression ma che non ricevono visite. Gli individui trovano il tuo risultato ma non lo scelgono. Questo può avvenire per due motivi essenziali:

  • Non hai curato tag title e meta description.
  • L’articolo non rispetta le intenzioni di ricerca.

Primo punto: l’articolo si posiziona ma ha un tag title poco curato, senza slanci. Con una semplice ottimizzazione SEO basata sull’inserimento della keyword. Magri il tutto è accompagnato da una meta description approssimativa o addirittura estrapolata a caso dal motore di ricerca. Sinonimo che non è stata proprio inserita. Cosa fare in questi casi? Operare con un bravo copywriter per aggiornare gli articoli e fare in modo che i meta tag siano pensati per gli umani.

Il secondo punto è più insidioso. L’audience ti trova ma non ti clicca, anche se lo snippet è ben strutturato. Hai fatto prove diverse e hai modificato tag title e meta description ma niente. Forse c’è un divario tra ciò che le persone vogliono e quello che tu stai offrendo. Dopo una buona analisi delle query e degli intenti di ricerca puoi giungere a due conclusioni: scrivere un nuovo articolo che intercetti quella necessità specifica o modificare il post ampliando o riducendo l’azione.

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Tante impressioni, pochi click e e CTR basso.

C’è da dire che in qualche caso non puoi fare molto. Io mi sono posizionato in prima pagina con la parola “immagini”. Un vero colpo di fortuna che ha fatto impennare i dati dei vari SEO tool che prevedevano grandi fonti di traffico.

In realtà il CTR è basso perché i singoli cercavano altro, ma io non ho creato un altro contenuto (sarebbe stato inutile) e non ho cambiato il mio articolo che era perfettamente pensato e posizionato per la mia keyword (immagini gratis). Come sempre bisogna valutare, analizzare e prendere decisioni ponderate quando sviluppi contenuti online.

Ottimizza i contenuti che rendono

Da un lato puoi migliorare i contenuti che non ricevono click, dall’altro c’è il lavoro inverso da svolgere: fare in modo che i contenuti più visitati ricevano la giusta attenzione. Non basta sapere solo quali sono i contenuti che hanno avuto più visite (per questo basta Google Analytics), devi anche capire come arrivano le persone sul tuo articolo e con quale intenzione di ricerca. In questo modo puoi ottimizzare aggiornamento e miglioramento. Che comprende:

  • Risolvere link rotti.
  • Sostituire immagini e schermate obsolete.
  • Aggiornare notizie errate o vecchie.
  • Modificare date, scadenze, limiti, vincoli.
  • Aggiungere link di approfondimento.
  • Precisare novità e nuovi temi.

Non sto parlando di riscrittura. Un articolo che funziona bene, riceve tante visite, si fa trovare e cliccare con soddisfazione rischia di perdere qualcosa con una profonda rivisitazione. Meglio presentarlo nel miglior modo possibile, con immagini aggiornate e schermate utili. Lo stesso vale per le notizie e le date inserite nel testo: io consiglio spesso di non fare riferimenti al tempo – del tipo: “ieri sera è uscita la nuova versione…” – perché in questo modo tra un mese il post è già vecchio. E tu non vuoi questo, ma gli aggiornamenti possono risolvere questi problemi.

Assicurati che in questi articoli ci sia un elemento per convertire e trasformare i lettori in clienti. C’è un post con un CTR alto, un buon numero di visite e un intento di ricerca basato su una keyword chiara? Assicurati che ci sia una personalizzazione dei banner e delle call to action in modo da creare un flusso coerente ed efficace verso le tue pagine.

Per approfondire: i plugin per creare ecommerce con WordPress

Tu usi al meglio la Search Console?

Chiaro, questo è solo un approccio editoriale all’uso della Search Console di Google. Ci sarebbero mille cosa da fare e da mettere in pratica per ottenere il massimo da questa realtà. Senza dimenticare che con un minimo di destrezza si possono ottenere dei risultati ancora più approfonditi incrociando ciò che puoi estrapolare da Search Console con altri SEO tool come Screaming Frog. O semplicemente con Google Analytics. Sei d’accordo? Ti aspetto nei commenti.

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