Restyling del logo: 7 passaggi indispensabili | Emoe

Restyling del logo: 7 passaggi indispensabili

Sommario

Quando decidi di fare sul serio contatti il tuo grafico di fiducia e organizzi un restyling del logo. Vale a dire una rivisitazione completa di quello che è il tuo modo di presentarti online e offline. In realtà il logo è un elemento decisivo della tua strategia, è una sintesi di tutto quello che sei. E quando lo presenti in pubblico hai un unico obiettivo

Devi fare in modo che le persone lo ricordino. E lo associno a valori positivi. Un po’ come ha fatto la Nike con il baffo, un simbolo di vittoria classico (Nike di Samotracia, successo sportivo e bellico) che diventa icona. Per fare un logo hai bisogno di un professionista, di una sinergia attenta tra chi organizza la strategia e il grafico.

Puoi lavorare con dei logo maker online a titolo gratuito? Per piccoli progetti, se vuoi il massimo hai bisogno di un professionista. Questo è altrettanto vero se affronti il tema restyling di un logo: può sembrare un’opera minore ma dietro a modifiche microscopiche si nascondono decisioni profonde e revisioni complete.

 

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Preparati a comunicare i cambiamenti

Primo punto da sottolineare, che in realtà corrisponde alla fine del processo di restyling: ricorda di organizzare la comunicazione di questa modifica. Le persone sono abituate a trovare senso e significato dietro a una combinazione grafica. Ora tu vuoi rivoluzionare tutto, e va bene. Però prima devi pensare a come definire la notizia. Basta cambiare il logo e lasciare ai clienti il compito di scoprire cosa, come e perché è successo? No, non è questo il tuo stile.

Soprattutto non è questa la strada giusta da seguire. Per ottenere il miglior risultato possibile puoi sfruttare in primo luogo il blog aziendale, poi i vari social. Obiettivo? Spiegare cosa hai deciso di fare al pubblico: non tutti apprezzeranno, ma puoi dare una motivazione alla tua attività. Puoi fare anche questo con il tuo diario online.

Restyling dei loghi storici: qualche esempio

 

Il restyling di un logo da sempre è uno degli argomenti più chiacchierati. Perché nella maggior parte dei casi gli osservatori notano poche sfumature e riassumono il lavoro dei grafici con un: “Dov’è la differenza? Lo potevo fare io”. Il punto è che a lavoro consegnato è facile dirlo, il lavoro di restyling è delicato e complesso, mai banale.

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Come puoi vedere da questa sequenza di restyling storici della Shell, c’è grande distanza tra il primo e l’ultimo. Dal 1999 a oggi ci sono state zero evoluzioni, e dagli anni 70 in poi le variazioni sono state minime. Ma non senza significato: chi opera a questi livelli non può permettersi azioni casuali. Ecco perché ti consiglio di dare uno sguardo a questi punti prima di iniziare la tua attività di restyling, o di seguire il tuo grafico mentre modernizza il tuo logo storico.

Evita problemi comuni e similitudini

Hai deciso di rivedere il tuo logo? Perfetto, prima di metterti al lavoro raccogli le tue idee e mettiti all’opera per assicurarti di evitare un danno d’immagine evidente: fare un restyling che avvicini il logo a una soluzione già presente sulla scena. E magari essere etichettati come un chiaro caso di emulazione o di plagio. Senza dimenticare i doppi sensi e gli errori di valutazione che portano il logo a evolversi verso territori spinosi. Insomma, il restyling deve essere un processo capace di prendersi il giusto tempo.

Rinfrescata o rebranding completo?

In primo luogo devi capire qual è il tuo obiettivo. Vuoi dare una svecchiata al tuo logo o vuoi includere il lavoro grafico all’interno di un processo più ampio? Il concetto è semplice in teoria, ma complesso nella pratica: per affrontare il secondo lavoro, la rivisitazione completa del brand, non basta puntare sulla grafica.

In questo caso il restyling del logo è solo un ingranaggio di un processo più ampio che potrebbe coinvolgere colori, linee, riorganizzazione del pittogramma e del logotipo. Il restyling logo Apple è l’esempio calzante: c’è un concetto di base, un oggetto che racchiude i valori profondi dell’azienda. La mela. Che viene rappresentata in un primo momento nella sua condizione rivelatrice. Poi c’è la sostituzione completa di un pittogramma che viene solo ritoccato.

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Diciamo la verità, sarebbe un suicidio mettere in discussione la mela della Apple. Per questo il rebranding è un’operazione complessa che chiama in causa figure tecniche e creative. C’è chi si occupa dei redirect per il cambio di nome dominio (come avvenne per moz.com, all’epoca seomoz.com) e chi deve reinterpretare un logo.

L’importanza dell’evoluzione a piccoli passi

Molti si chiedono i motivi di questa evoluzione microscopica, di questo muoversi a piccoli passi verso una rivisitazione del brand. Non è meglio stupire tutti e proporre qualcosa di completamente nuovo? Certo, quando non hai le responsabilità di ciò che puoi perdere. Fare il restyling di un logo non significa iniziare da zero.

Le persone hanno già imparato a conoscere l’azienda, riconoscono il suo nome e la sua immagine. Si identificano nel logo. Cambiarlo del tutto può essere un salto nel buio difficile da accettare. Per questo, in molti casi, conviene lavorare sulle sfumature e i piccoli miglioramenti. Sempre nel rispetto degli obiettivi definiti.

Valuta l’elemento dell’unicità

Attenzione a questo punto: quando fai una modernizzazione del logo non devi solo evitare ciò che si è già visto. Pensa a qualcosa di specifico, dai un punto di originalità al tuo lavoro. Ad esempio, se punti sul logotipo puoi pensare a un font studiato solo per te. O magari puoi aggiungere un colore al logo che prima non c’era. E che potrebbe essere quell’elemento di unicità. Il restyling del logo può essere il momento giusto per fare un passo avanti rispetto alla concorrenza.

Cosa vuoi ottenere e comunicare

A prescindere dal tipo di lavoro da svolgere, tu devi lavorare con uno schema chiaro. Devi reinterpretare e modernizzare il logo della tua azienda o della tua attività (o magari del blog personale) nel momento in cui gli obiettivi sono chiari. Prima decidi cosa vuoi comunicare e poi trasformi questa esigenza in grafica.

Spesso il restyling del logo punta solo verso un ammodernamento relativo all’evoluzione grafica e al gusto condiviso. Come accade in ambiti diversi, le mode muovono le scelte individuali. Così come è avvenuto con il passaggio dalla grafica bombata a quella flat: l’evoluzione del logo è un semplice adattamento.

 

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Hai pensato al restyling del logo aziendale?

Questi passaggi possono fare la differenza quando decidi di lavorare sul restyling del logo aziendale. Ovvero, quando hai un’idea ben chiara sulla strada da intraprendere e sulla qualità del lavoro da svolgere. Non basta fare SEO e pubblicare contenuti: devi farti ricordare dalle persone che ti trovano online e la revisione del logo è un passo decisivo. Sei d’accordo? Lascia la tua opinione nei commenti.

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