Scherzi come mezzo di marketing? | Emoe

Pesce d’aprile: come usare gli scherzi come mezzo per fare marketing

Sommario

Usare il pesce d’aprile per fare marketing online (ma anche offline) può essere una buona idea per attirare l’attenzione sul proprio brand e sfruttare l’ironia per catturare lo sguardo del pubblico. Uno scherzo ben organizzato è sempre una soluzione interessante per farsi notare, soprattutto se c’è equilibrio tra gusto e competenze tecniche.

Come organizzare un pesce d’aprile efficace

Il principio fondamentale per sfruttare il real time marketing in relazione al 1 aprile, la data prefissata per organizzare scherzi più o meno realistici, è chiaro: bisogna trovare equilibrio.

E operare tra ingegno e fantasia. L’inganno deve diventare verosimile, inutile spacciare come finzione qualcosa che potrebbe trasformarsi in comunicazione vera.

Ad esempio, ha senso secondo te proporre uno sconto con una percentuale nella norma per poi spacciarla come scherzo? No, è una condizione che può confondersi con una reale volontà di proporre prezzi accessibili. Bisogna essere speciali, al limite dell’assurdità, in modo da lasciare il pubblico con una grande attenzione sulla tua comunicazione online.

Ma senza esagerare, il dubbio deve rimanere. Al tempo stesso è chiaro che non si può procurare allarme o agitazione, magari indignazione, solo per attirare l’attenzione. Come puoi ben capire c’è bisogno di qualche passaggio in più per approfondire questo tema.

Da leggere: social media planning, come creare un piano

L’importanza dei tempi giusti per lo scherzo

Questo è il punto: meglio evitare il primo giorno del mese, tutti saranno concentrati sul fatto che potrebbero esserci dei casi proposti dai grandi brand. Una delle scelte migliori è quella di proporre lo scherzo il giorno prima per poi svelare la natura della comunicazione il 1 aprile.

Esempi di pesce d’aprile per fare marketing

Non è la prima volta che qualcuno pensi a questa data per coinvolgere il pubblico e organizzare un pesce d’aprile in grado di strappare un sorriso. Ecco perché è giusto, anche per trovare idee e spunti interessanti, dare uno sguardo a ciò che è stato fatto in passato. Qualche esempio?

PlayStation

L’idea di base di questo pesce d’aprile del marketing è semplice: offrire un’esperienza di gioco innovativa. In che modo? Con una nuova strumentazione che porta il nome di Flow.

A cosa serve? Puoi indossare una serie di sensori per catturare le azioni e trasmetterle al protagonista del videogioco. Solo che tutto questo serve a simulare il movimento nell’acqua e per sfruttare Flow in questi casi devi mettere il gioco in pausa, raggiungere la piscina più vicina e ricominciare nell’acqua. Sicuramente interessante ma non verosimile.

Google

Sai quanti scherzi ha organizzato Mountain View per il 1 aprile? Negli anni questo brand si è presentato come una delle realtà più attive, a partire dal famoso Pigeonrank. In cosa consiste? I piccioni sono una forza lavoro a basso costo e potrebbero essere utilizzati per calcolare il valore delle pagine web più velocemente rispetto al lavoro umano o agli algoritmi basati sull’AI.

Pesce d'aprile per fare marketing

Il successo di questo scherzo organizzato per uno dei pesci d’aprile meglio riusciti della storia del marketing? La presenza di una pagina web (google.com/pigeonrank) che spiega il processo arricchendo con dati ovviamente inventati. Ma che rendono tutto molto verosimile.

Burger King

Altro esempio di pesce d’aprile nel marketing: quello che è stato organizzato da questo famoso brand della gastronomia fast food. Il succo dello scherzo? Un totem per ordinare il tuo panino in salotto, una soluzione perfetta per gli appassionati del cibo proposto da Burger King.

I rischi del pesce d’aprile per fare marketing

Perché possiamo parlare addirittura di possibili problemi che emergono con il lavoro per preparare un pesce d’aprile per il proprio brand? Semplice, nel tentativo di voler essere simpatici e accattivanti si trasforma lo scherzo in qualcosa di diverso. Magari in offesa per determinate persone, non diretta ma comunque pungente.

Si manifesta quando, ad esempio, non si prendono in considerazione le sensibilità e si ignorano sfumature che può avere un messaggio. Altro nodo che può emergere: un pesce d’aprile che non si percepisce come tale e non viene capito. E questo è un problema tuo.

Non è giusto prendersela con il pubblico in questi casi. Chiaramente non puoi neanche avere la certezza che un piano di real time marketing ottenga il successo sperato ma è meglio pianificare una exit strategy in tutti i casi. In modo da poter puntare l’attenzione altrove.

Da leggere: iniziare a lavorare nel social media marketing

Stai organizzando un pesce d’aprile online?

In questo caso il consiglio è chiaro: punta sull’equilibrio e sul buon gusto, cercando di trovarsi sempre su una via di mezzo capace di divertire e stupire. Sottolineo che l’obiettivo non è ingannare ma imprimersi nella mente del pubblico con un brand capace di rimanere impresso.

Quindi, il pesce d’aprile nel marketing non deve risultare anonimo ma ha un compito: farsi ricordare. Sei d’accordo? Tu hai già pensato a qualcosa di simile? Ti aspetto nei commenti.

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