errori di marketing fatti dai responsabili di marketing

6 azioni irresponsabili fatte dai responsabili di marketing e che costano una fortuna alle aziende

SOMMARIO

Devi essere speciale. Questo è uno dei pilastri della comunicazione quando si affronta il tema del web marketing. Devi farti notare e dare un’identità alla tua presenza sui vari canali social. Dalla pagina Facebook al blog aziendale, il tuo brand deve emergere. Sai cosa significa questo? C’è il rischio di mettere a repentaglio la tua integrità con sonori errori di marketing.

I responsabili del reparto marketing rischiano – ogni giorno – di rovinare il brand e dilapidare vere e proprie fortune in termini di notorietà e risorse economiche pur di farsi notare. Lo stesso vale per azioni mal riuscite e incapaci di prevedere le reazioni del proprio pubblico.

Per lavorare bene bisogna studiare il target, il contesto, i trend e le reazioni influenzate dalla cultura della propria audience. Sai quali sono le azioni altamente irresponsabili che hanno portato alle aziende dei danni importanti? Ecco una lista da non dimenticare mai!

Fare advertising danneggiando altri

Tra gli errori di marketing più comuni c’è sicuramente l’uso di pubblicità aggressiva nei confronti dei competitor. Quando non ci sono argomenti e valori si punta sul denigrare e contrastare chi lavora nel tuo stesso settore. E questa è una soluzione che può portare verso il dramma economico.

L’ordinamento giuridico italiano – D.lgs. 145/2007 e 146/2007 – sottolinea che non è possibile spingere verso l’acquisto attraverso l’uso di pubblicità ingannevole, ovvero che promette dei benefici che non possono essere attuabili.

Proprio l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato lascia una serie di indicazioni su tutto ciò che potrebbe essere sanzionato. Ad esempio, pensa alla pubblicità comparativa: il documento suggerisce che è possibile attuarla a patto che non ci sia discriminazione nei confronti dei concorrenti. E che la valutazione sia oggettiva. Altrimenti c’è una sanzione.

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Puntare (o ignorare) difficoltà altrui

Sì, la sofferenze e l’angoscia sono due leve importanti per fare marketing. Ma chi le usa in modo sbagliato, calpestando le emozioni del pubblico, rischia molto. Questo capita, spesso, durante emergenze e cataclismi: le imprese pur di farsi notare utilizzano la tragedia come leva per promuoversi. Commettendo una serie di errori imperdonabili. Ma non solo.

Ciò avviene anche con meccanismi più raffinati e meno roboanti rispetto alla grande oppressione di un terremoto o un’inondazione. Pensa, ad esempio, alla campagna Fertility Day promossa dal governo nel 2016 (ministro della salute Lorenzin).

Il messaggio che lascia passare questa grafica non tiene presente la sofferenza che deve affrontare una coppia che non può avere figli, facendo passare un unico messaggio: è solo una questione di volontà individuale. Ovviamente non è così e chi non ha la sensibilità di capire questo punto colleziona errori di marketing memorabili.

Sorvolare sulla qualità del prodotto

Uno dei pilastri del social media marketing e della promozione online in generale: lascia parlare l’utente e promuovi gli user generated content (UGC) attraverso lo storytelling aziendale. Proprio quello che voleva fare McDonald promuovendo le #McDStories. Obiettivo?

Condividere sui social valori importanti come la qualità degli ingredienti. purtroppo gli utenti hanno risposto in modo ironico condividendo sui social, e con l’hashtag ufficiale, immagini e video che descrivevano una realtà ben diversa rispetto a quanto annunciato dal brand.

Promettere dei risultati impossibili

Quanti errori di marketing conosci? Tanti, ma io posso assicurarti che è veramente difficile andare oltre questo. Vale a dire millantare possibili risultati quando non puoi avere consapevolezza e certezza di ciò che fai. Questo vale, per dire, nel rapporto con il cliente.

Quante volte, ad esempio, hai sentito di promesse relative al posizionare una keyword in prima pagina con il lavoro di ottimizzazione SEO on-page? Tante, ma sappi che questo è impossibile. Non lo dico io ma chi gestisce in prima persona lo strumento che usa il tuo cliente:

Nessuno può garantire il raggiungimento della prima posizione nei risultati di Google. Non fidarti dei SEO che affermano di garantire una determinata posizione nei risultati, che vantano di avere un rapporto speciale con Google o che pubblicizzano l’inclusione prioritaria su Google.

Sbagliare il profilo del testimonial

Uno dei punti di forza della pubblicità è la presenza di una persona in grado di comunicare i valori del brand e amplificare le sue virtù attraverso la notorietà del proprio volto.

Stiamo parlando dei testimonial, un passo avanti rispetto all’influencer. In questo caso abbiamo persone competenti in una materia e con un ascendente nella community.

Con il testimonial, invece, valutiamo solo la sua notorietà e può essere scollegato dal prodotto o dal servizio. Ma non troppo, altrimenti si rischia un effetto boomerang. Un esempio su tutti?

La scelta della Fiat di usare Mike Tyson come testimonial della Panda, due elementi che stridono. Si potrebbe pensare al tentativo di rimodellare il brand e ci sono delle speranze. Ma l’ipotesi di incrociare un flop è evidente. Dolorosa quasi quanto il gancio del campione!

Ignorare la sensibilità del pubblico

La comunicazione social viene spinta al punto da perdere di vista un concetto importante: le persone hanno una sensibilità, e a volte le parole possono replicare stereotipi che da tempo si cerca di superare. Soprattutto per quanto concerne la discriminazione di genere.

errori di marketing

Un esempio concreto: la Lancia, in occasione degli Europei 2016, voleva puntare sull’ironia per spiegare il gioco del calcio alle donne. Cadendo in facili luoghi comuni che non sono stati apprezzati dal target femminile, provocando una serie di proteste via social che hanno preso la forma di Social Epic Fail con relativa valanga di rimproveri (più o meno educati).

Ne conosci altre? Continua l’elenco!

Chiaramente la lista non finisce qui, ci sono altre falle organizzative e di pianificazione che puoi rintracciare nel mondo della promozione online e, più in generale, delle strategie di web marketing. Le conosci? Hai competenze in questo campo? Lascia qui gli epic fail che hai rintracciato (o affrontato) nella tua esperienza online. E che vuoi condividere con noi.

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