Caro nonno, ecco come comunicare nel web 3.0 | Emoe

Caro nonno, ecco come comunicare nel web 3.0

Sommario

Si fa presto a dire comunicare. Il momento è assolutamente drammatico. La situazione odierna ci sta portando verso sempre più modi e mezzi per comunicare. Scherzavo, non è una situazione drammatica ma mi sembrava comunque una bella frase avvincente per iniziare un articolo di uno che per lavoro, scrive e si dedica alla redazione contenuti. La situazione non sarà drammatica, insomma, ma sempre più persone oltre i sessant’anni vengono emarginate dal resto della società a causa del divario sempre più ampio di conoscenze filointernettiane o comunque di web economy? Non sapete cosa vuol dire web economy? E lo sapevo. Ma avrete anche voi le vostre rimostranze, lo vedete che tutti i giovani c’hanno sti cosi in mano che li fanno stare gobbi e che prima era meglio. Prima era diverso, prima c’erano i piccioni viaggiatori, le serenate sotto i balconi, i viaggi in motorino in due e quando andava bene, dopo un po’, le cabine telefoniche. Ora è tutto diverso, quindi dopo questa breve ma doverosa introduzione, mi accingo a spiegarvi delle parole importanti, cari nonni e care nonne che volete capire meglio (e già il fatto di stare leggendo questo articolo, vi fa onore), ma soprattutto cari figli, figlie e nipoti che magari, come me, non vedete l’ora che il vostro cordiale nonno, vi mandi su Whatsapp le foto dei peperoni appena raccolti nell’ orto o magari, come me, anche solo fargli capire che diavolo vuol dire fare il copywriter in un’ agenzia di comunicazione!

Content Managment:

-“Hai presente tutte quelle cose che scrivo su quella specie di macchina da scrivere col televisore attaccato? Quelle cose sono cose che scrivo per dei clienti, a volte sono parole per una pubblicità perchè hanno dei negozi che si possono vedere con quel televisore attaccato alla macchina da scrivere. Ma tutto è pubblicità e niente è pubblicità. A volte invece sono le loro storie che scrivo, come si presentano ai loro clienti, perchè adesso si usa che se magari si fanno compere con quel coso col televisore a valigetta, che non permette (ancora) di stringersi la mano, serve conoscersi bene e potersi fidare.”-

-“Come? Ah, va bene, vado a prenderti l’apparecchio”-

Testi ottimizzati SEM e SEO:

“Questa forse è un po’ più complicata, ma ci provo. Le cose che scrivo vanno a finire tutte in una specie di grandissima biblioteca. E’ come la biblioteca più grande del mondo che raccoglie tutte le cose che si scrivono. Il bibliotecario, si chiama Google, o Gùgol e conta quante persone leggono ogni pubblicazione, anche perchè poi se un libro piace va a finire che verrà sempre più letto e chi l’ha scritto magari va al Costanzo Show. Il problema è che il bibliotecario è una calcolatrice, usa delle formule matematiche che si chiamano algoritmi che pesano le parole, le contano e controllano quanto scrivi in maniera comprensibile per i lettori, quando sai comunicare e che non sprechi troppo spazio e tante altre cose. Se scrivo bene il bibliotecario mette il mio libro in una vetrina che si vede subito quando entri in biblioteca e quindi è più facile che venga letto”-

-“Così divento famoso?”- “No, non lo so, cioè, non credo!”-

Naming e branding:

-“Questi te li devo spiegare insieme perchè se no diventa davvero difficile. Una delle cose che faccio è anche aiutare i miei clienti a farsi un nome, a volte anche inteso come reputazione. A volte c’è già il nome e devo fare l’ insegna, l’ intestazione dei fogli e l’ intestazione delle carte ufficiali. A volte mi occupo pure di fare tutte quelle cose con immagini e parole, i marchi, che escono sul video della valigetta.Indovina a cosa serve tutto ciò? Esatto, a comunicare. A volte invece non c’è il nome e devo inventarlo io, perchè sempre meno spesso la ditta di Pasqualino si fa chiamare “Ditta di Pasqualino”, perchè la gente conosce già centinaia di “Ditta di Pasqualino” e se non capisce quale Pasqualino è, poi si confonde, non capisce e va dalla “Ditta di Max Power Corporation” che ce n’è solo una. Poi anche secondo me, “Ditta di Pasqualino” è un bel nome, perchè poi è un bel nome pulito che soprattutto chi conosce il nostro Pasqualino, che c’ha proprio la faccia da Pasqualino, non si sbaglia. Però se Pasqualino vuole vendere in Cina o in Papuasia deve stare attento a tante cose, che magari il suo nome tradotto nella lingua locale non voglia dire “Renato”, oppure “cavoli di Bruxelles”. Ecco, nonno, io aiuto le persone nelle scelte anche rischiose”-

-“Nonno, ti sei addormentato!!!”

Web Editor:

-“In pratica, fra le tante cose che faccio, questa vuol dire che lavoro in varie redazioni di giornali. La cosa bella è che adesso si usa aprire dei giornali per farsi conoscere sulla valigetta con la televisione. Che te lo dico adesso, si chiama computer. Adesso è facile e non devi comprarti un palazzo per aprire un giornale. Io mi occupo di mandare avanti per esempio questo, il giornale della mia ditta, la mia agenzia. Ogni cliente è importante che abbia la possibilità di far leggere ai propri clienti presenti e futuri le sue iniziative. Poi mi occupo anche di altri giornali, anche la nostra gelateria di fiducia ha un giornale. Perchè un giornale? (che si chiama blog) Perchè fanno quasi ogni mese un gusto nuovo di gelato, a volte fanno anche nuove torte e altre volte danno anche delle feste e dei concorsi a premi. Io scrivo quando succedono queste cose, perchè magari se non passi solo per qualche giorno dalla gelateria ti perdi il volantino e invece stiamo tutti davanti a questi computer…questi televisori pieghevoli”-

-“Adesso facciamo briscoletta?”-

-” Non si poteva chiamare solo comunicare, no, nonno!”-

 

 

 

 

 

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